“GALILEA DELLE GENTI” UNITA’ PASTORALE MONTEMARCIANO – MARINA – CASSIANO

Ci è fatto dono di un nome nuovo

GALILEA DELLE GENTI”

 

Nella Parola troviamo questo nome per indicare la terra crocevia delle gen­ti, luogo di incontro di culture e popoli diversi, in cui il Signore sceglie di manifestarsi con la sua incarnazione, per portare luce nelle tenebre  (Mt 4, 12-23). Galilea, terra lontana da Gerusalemme e dal grande tempio, terra di case e di lavoro feriali, semplici. È la regione dove troviamo Naza­reth, Cana e Cafarnao, sul lago di Tiberiade. È la terra di Pietro, pescatore, che lascia tutto per seguire il Signore che lo chiama (Mc1,16), è la terra in cui il Signore Gesù vive per trent’anni nella ferialità nella casa di Maria e Giuseppe (Lc 1,26. 2,39).

È terra di periferia, ma è anche la terra di Maria, di Pietro, uomo di Galilea, e di Gesù, che è detto il Galileo, perché il Signore sceglie ciò che è piccolo e umile per manifestare la sua potenza e le sue meraviglie.

Ed è anche il luogo dove il Signore Risorto, invia i discepoli: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedran­no»: è il luogo dove il Signore ci precede e ci attende, ogni giorno (Mc 14,28  – Mt 28, 10).

Il logo: IL PESCE

Il pesce richiama la Galilea, terra di pescatori, la terra di Pietro. Ma il logo vuole indicarci anche il “come” della nostra fraternità.

Il pesce è uno dei primi simboli cristiani: le lettere che formano la parola “pesce” in greco, quando scritte in maiuscolo (IXGV Σ), formano un acroni­mo con le iniziali dell’espressione  “lésous Christos Theou Yios Sotér”, che significa “Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore”.

Il pesce è disegnato con due linee una di colore rosso, una blu. In Cristo l’umano e il divino, ciò che di più distante e diverso possa esistere, coabi­tano, sono una cosa sola. Egli infatti, ci dice san Paolo, è la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola, abbattendo il muro di separazione che li divideva, cioè l’inimicizia, per mezzo della sua carne:. Ef 2, 14). Ed è attingendo alla Grazia che sgorga dal costato di Cristo e stringendoci a lui, che si compirà anche per noi la gioia della comunione nella diversità “sen­za confusione, senza cambiamento, senza divisione, senza separazione”

(dal dogma di Calcedonia) .

 

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