Lettera del Vescovo Franco Manenti ai fedeli della Diocesi

PER IL MOMENTO PERSONALE

 

  • ASCOLTO

Alcune domande che potrebbero guidare il nostro ascolto

  • Quali situazioni, avvenimenti, incontri, di questi giorni mi hanno parlato in modo particolare, in modo nuovo?

Quali paure hanno provocato in me, ma anche quali gioie e speranze hanno suscitato, quali desideri hanno ridestato?

 

Quanto è successo:

  • Che cosa mi ha fatto conoscere o riscoprire di Dio, di Gesù Cristo, della Chiesa, della Chiesa diocesana, della mia comunità, di me stesso, del mio cammino di fede?
  • A che cosa personalmente mi richiama e a che cosa ci richiama come Chiesa? A quali “verità” ci riporta?

 

  • Quali “conversioni” suggerisce, nella vita personale (nei miei stili di vita, nei criteri delle mie scelte…), nella pratica della mia fede (nelle mie considerazioni di Dio, di Gesù, della Chiesa, nella preghiera personale, nella partecipazione all’Eucaristia, nelle mie relazioni, nella solidarietà verso i poveri, le persone in difficoltà…), nella vita e nella azione pastorale della Chiesa diocesana e della mia comunità?

 

→ PAPA FRANCESCO

Ritengo utile riprendere un testo di Papa Francesco tante volte citato nei nostri incontri riguardo alla “conversione pastorale” da “sognare” e da praticare: «Sogno una scelta missionaria capace di trasformare ogni cosa, perché le consuetudini, gli stili, gli orari, il linguaggio e ogni struttura ecclesiale diventino un canale adeguato per l’evangelizzazione del mondo attuale, più che per l’autopreservazione. La riforma delle strutture, che esige la conversione pastorale, si può intendere solo in questo senso: fare in modo che esse diventino tutte più missionarie, che la pastorale ordinaria in tutte le sue istanze sia più espansiva e aperta, che ponga gli agenti pastorali in costante atteggiamento di “uscita” e favorisca così la risposta positiva di tutti coloro ai quali Gesù offre la sua amicizia. Come diceva Giovanni Paolo II ai Vescovi dell’Oceania, “ogni rinnovamento nella Chiesa deve avere la missione come suo scopo per non cadere preda di una specie d’introversione ecclesiale”» (Evangelii Gaudium, 27).

Per papa Francesco la realtà contemporanea, complessa e differenziata, chiede a ogni Chiesa locale la necessità di «studiare i segni dei tempi», per trovare soluzioni pastorali adeguate, scegliendo le mozioni dello spirito buono e respingendo quelle dello spirito cattivo (cfr Evangelii Gaudium, 51).

 

 

 

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