Lettera del Vescovo Franco Manenti ai fedeli della Diocesi

  • DISCERNIMENTO

 

PERSONALE e COMUNITARIO

Per il DISCERNIMENTO, PERSONALE E COMUNITARIO, NELLO SPIRITO SANTO, di quanto è successo con l’epidemia di corona virus, adottiamo il percorso della lectio divina, che ci consente di “tenere la Parola, ubbidire alla Parola, prenderla come il comandamento che nella docilità forma il cristiano, cioè forma l’uomo secondo la verità di Dio in Gesù Cristo”[1].

  • Suggerisco che l’ascolto personale e la condivisione comunitaria si svolgano in un contesto di preghiera, avviata con la richiesta dello Spirito Santo, perché disponga il nostro cuore all’ascolto, alla comprensione della parola che il Signore ci rivolge e guidi la nostra libertà ad agire in obbedienza a Lui. La richiesta può essere fatta con le proprie parole o con l’aiuto di una preghiera.
  • Il “testo” che avvierà la nostra lectio non sarà anzitutto un testo biblico, ma la storia, gli avvenimenti di questi giorni. ci metteremo in ascolto, prima di tutto personalmente, di questo “testo” e cercheremo di leggerlo con lo sguardo della fede, di comprenderlo alla luce della parola di Dio.
  • Penso sia utile, al riguardo, riprendere un passaggio della mia Lettera pastorale (p. 54)[2].

«Il cristiano tenta di leggere la complessità dell’esperienza umana, di decifrarla alla luce della parola di Dio – che in definitiva è il Cristo stesso, la Parola proclamata nella celebrazione – per plasmare, in sintonia con la volontà di Dio, giorno per giorno, quel tessuto sempre nuovo e imprevedibile in cui si articola l’esistenza umana. Ci riferiamo ancora a una stimolante riflessione del card. Martini sulla modalità con cui la parola di Dio incontra la vita dell’uomo, secondo il complesso movimento che va dalla vita alla Parola e dalla Parola ritorna alla vita: “L’uomo accede alla Bibbia portando con sé la dignità e il peso della propria libertà, delle irrequiete ricerche, delle involuzioni spirituali, dei fremiti di coraggio e di speranza, delle conquiste effettivema precarie nei vari settori dell’esperienza umana… Addentrandosi poi, nella contemplazione della parola di Dio; cogliendo nella storia sacra il mistero della volontà di Dio circa la storia umana; imbattendosi in un’infinita varietà di situazioni umane illuminate e salvate dalla parola di Dio; immergendosi, soprattutto, nella meditazione della vita di Gesù, l’uomo incontra la forma pura e autentica della vita umana, quella che Dio stesso ha proposto come luminosa rivelazione di se stesso. Allora l’uomo ritorna alla vita di ogni giorno con una nuova luce di speranza. E anche con un impegno nuovo: testimoniare, con gli esempi concreti del proprio comportamento, la vittoriosa energia della parola di Dio, che salva la libertà dall’illusoria autosufficienza, dai desideri ambigui, dalla prepotenza ottusa e dalle rinunciatarie disperazioni”»[3].

 

[1]G. Moioli, Preghiere, Glossa, Milano 2003, 54.

[2] Consiglio di rileggere anche le pagine successive, 55-61.

[3] C.M. Martini, In principio la Parola. Lettera pastorale alla Chiesa di Milano, 1981-82.

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